“Ichi Gan, Ni Soku, San Tan, Shi Riki” nel kendo e nello iaido

Aggiornato il: 13 apr 2018

Uno dei concetti fondamentali del kendo elenca, in ordine di importanza, gli elementi da perseguire per lo sviluppo della propria formazione tecnica.

Dando già per assodati i movimenti fondamentali e l’assenza di errori di esecuzione tecnica di base, per affrontare un combattimento di kendo o l’esecuzione di un kata di iaido, possiamo considerare come elementi di primaria importanza:

一眼 1.OCCHI Nel kendo il rapporto fondamentale con l’avversario viene stabilito con gli occhi: il contatto profondo con lo sguardo ci permetterà di percepire le intenzioni dell’avversario e di agire tempestivamente. Nello iaido la visualizzazione di un “avversario immaginario” (kaso-teki) darà un senso logico (riai) al kata e i tagli risulteranno più efficaci in quanto mirati su un pur invisibile bersaglio.

二足 2.PIEDI Sia nel kendo che nello iaido la parte superiore del corpo deve restare completamente rilassata, “vuota” di qualsiasi tensione. I colpi non sono portati da braccia e mani ma dal movimento della parte inferiore del corpo ,gestita dallo spostamento dei piedi. La ricerca della velocità tramite l’utilizzo dei muscoli delle braccia porta solo a movimenti impacciati e in definitiva più lenti di quelli ottenuti nel tempo con le braccia completamente morbide.

三胆 3.CORAGGIO Letteralmente “fegato” come nella nostra lingua, il coraggio, nel senso di determinazione  e di piena coscienza del colpo, è quello che determinerà l’efficacia dell’attacco. Attaccare con sicurezza e senza riserve  per avere un colpo senza debolezze: è questo l’unico modo di colpire efficacemente. Nello iaido è importante tenere questo atteggiamento: anche se l’avversario non è presente, lo spirito di attacco deve essere fortissimo.

四力 4.FORZA, TECNICA La forza nel kendo e la bravura tecnica nello iaido sono elementi secondari  rispetto agli elementi precedenti. Un kendo basato sulla potenza fisica o sulla velocità delle braccia è un kendo immaturo ed  incompleto. Lo stesso dicasi per uno iaido basato solo sulla correttezza formale e sull’eleganza ma che non cura l’aspetto marziale del kata.


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